Nell'approccio classico alla progettazione di un sito internet generalmente vengono coinvolti i cosiddetti stakeholders, ovvero i soggetti che, all'interno dell'organizzazione che il sito rappresenta, hanno degli interessi legati al sito: la dirigenza, l'ufficio stampa, coloro che producono i contenuti, e così via. L'idea che sta alla base del cosiddetto design partecipativo è che sia importante trovare il modo di coinvolgere anche un campione di utenti; nel caso della riprogettazione di un sito internet esistente, un modo per coinvolgere gli utenti è quello di invitarli a partecipare a dei questionari proprio attraverso le pagine del sito stesso.
Il questionario che hai appena completato è il primo di una serie di tre prove finalizzate a ridefinire l'architettura dell'informazione del sito internet del Ministero della Giustizia. Questa prima prova, definita free listing, viene utilizzata per coinvolgere gli utenti nella definizione dei contenuti. Più in particolare può essere usata per due funzioni: elencare i contenuti, l'ambito e i confini del dominio semantico (cosa gli utenti si aspettano di trovare nel sito); identificare il lessico degli utenti (le parole che usano per denominare gli argomenti e le risorse).
Somministrare un questionario di free listing è semplice: è sufficiente chiedere ai partecipanti di produrre una lista di voci partendo da un dominio o una categoria specifica.
In questo caso, ad esempio, ti è stato chiesto di elencare fino a dieci argomenti che vorresti trovare nel sito internet del ministero.
Se si hanno un numero adeguato di partecipanti attraverso questo metodo si può ottenere una lista degli elementi di un dominio semantico; la lista rappresenta (o almeno dovrebbe rappresentare) le aspettative degli utenti e i termini (le etichette) che usano per definire le risorse. Questi risultati dovrebbero dunque costituire la base non solo per la definizione del dominio informativo, ma anche del sistema di labeling.
Se si usa, per la somministrazione del questionario, una interfaccia web, si ottiene una lista molto lunga di voci. Sarà pertanto necessario analizzare tale lista, al fine di eliminare le ridondanze e le risposte non pertinenti.
Dal free listing emergono dunque una lista di voci che costituiscono gli argomenti che gli utenti che hanno risposto al questionario ritengono utili.
La lista ottenuta dal free listing va integrata con quella ottenuta dall'analisi dei contenuti del sito attuale, e dall'elenco di risorse previste dagli stakeholders in fase di proggettazione del nuovo sito.
La seconda fase prevede la somministrazione della valutazione dell'importanza delle risorse: un questionario in cui viene presentata la lista di voci e viene chiesto ai partecipanti di esprimere, attraverso una scala Likert (ovvero un punteggio da 0 a 5), quanto ritengano importante ognuna delle voci elencate.
Gli scopi di questo questionario sono molteplici:
Nell'ultima fase si chiede di raggruppare le voci ottenute nelle fasi precedenti attraverso un questionario denominato card sorting. La lista delle voci viene presentata e agli utenti si chiede di raggruppare le voci in categorie omogenee.
Dai dati raccolti dal card sorting, attraverso opportuni metodi statistici, è possibile identificare dei cluster, ovvero dei raggruppamenti delle voci classificate. Questi gruppi costituiranno la base per definire la struttura gerarchica del sito internet.
La finalità di questo test è di far emergere una struttura al modello mentale implicito degli utenti, ovvero alle loro aspettative. In pratica, per gli utenti sarà più facile navigare nel sito e trovare le informazioni che cercano.